Vecchio 04-20-2011, 04:11 PM  
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Predefinito Gravidanza dopo i 40 anni

Uno dei più grandi cambiamenti degli ultimi decenni riguarda certamente il diverso approccio delle donne e degli uomini nei confronti dei figli. Oggi, si studia di più, la vita lavorativa inizia più tardi e spesso sono necessari molti anni di carriera per raggiungere una certa stabilità economica. Inoltre, sempre più persone preferiscono prorogare la ricerca di una gravidanza per seguire i propri interessi e le proprie passioni. Tutti questi fattori concorrono a far sì che l'età media dei nuovi genitori si sia alzata moltissimo, specialmente nel nostro paese. L’Italia detiene infatti il record dei parti oltre i quarant’anni, che sono circa il 5% del totale.
Avere un figlio a quell’età, dunque, si può ed è anzi una scelta che sempre più donne condividono. Tuttavia, le difficoltà per le mamme quarantenni sono certamente di più di quelle che incontrano donne più giovani, per diversi motivi.

I problemi più comuni
Gli ovuli che ogni donna ha a disposizione le sono dati al momento del concepimento, cioè la accompagnano per tutta la vita, senza rigenerarsi. Per questo motivo, man mano che si va avanti con l’età, essi invecchiano, diventando meno fertili e vitali. Inoltre sono più soggetti a generare difetti genetici nell’embrione, come se il materiale genetico che portano si “deteriorasse”. Anche l’utero tende a perdere forza ed elasticità.
Inutile dire che si tratta di normalissime conseguenze dello scorrere del tempo, il quale agisce sull’apparato riproduttivo così come su tutto il resto del corpo. Chi desidera una gravidanza, quindi, deve tenere presente che potrebbe essere più difficile e rischioso. Nonostante ciò, le moltissime mamme quarantenni che partoriscono ogni giorno stanno a testimoniare del livello di preparazione della medicina su questo tema. Sono ancora più della metà le donne che riescono a generare naturalmente un figlio a quarant’anni, ma molte sono quelle che non ci riescono e la percentuale cresce per ogni anno in più.

Mamme quarantenni e fecondazione assistita
Le tecniche di PMA (procreazione medicalmente assistita) hanno raggiunto ormai alte percentuali di efficacia, le quali vengono poi incrementate di anno in anno grazie ai progressi che continuano ad aggiungersi a ciò che già sappiamo. Moltissime sono, quindi, le coppie che hanno avuto i loro bambino con l’aiuto medico. Oltre i quaranta, la soglia di riuscita di una fecondazione assistita non è ovviamente alta come nel caso di fasce d’età più giovani, ma si assesta attorno al 10%.

La prevenzione dei difetti genetici
A causa della maggiore probabilità di trasmettere all’embrione difetti genetici, alle donne in gravidanza che superano i 35 anni viene richiesto un esame per poter escludere tali problematiche. Si tratta di una precauzione molto importante, che permette di conoscere con largo anticipo su altre tipologie di esame (come l’ecografia) eventuali problemi.
Ci sono due possibilità: l’amniocentesi o la villocentesi. Entrambe si basano sullo stesso principio, cioè sul prelievo, sotto controllo ecografico, di una piccolissima quantità di materiale genetico del feto non andando direttamente a toccarlo, ma raccogliendo cellule che si trovano nel liquido amniotico nel primo caso, o nei villi coriali (una parte della placenta) nel secondo. Sia l’amniocentesi che la villocentesi sono indolori per il feto, e sono sopportabilissime per la madre, che deve solo subire una puntura.
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