Quando si mantengono entro un certo range, le variazioni nella durata del ciclo mestruale sono normali e non devono destare preoccupazioni. Molte donne sperimentano nel corso della vita momenti in cui il ciclo è più breve ed altri in cui è più lungo, a causa di piccole variazioni ormonali che non incidono sulla funzionalità del sistema riproduttivo.
Si considerano normali i cicli che hanno una durata compresa
tra i 25 e i 36 giorni. Quando invece le variazioni sono più grandi e si protraggono per più cicli si parla, nel caso di cicli di durata troppo breve, di polimenorrea, mentre per cicli di durata troppo lunga di
oligomenorrea. Oligomenorrea significa che i cicli arrivano con un ritmo più lento del normale.
Le cause dell'oligomenorrea
Si tratta del disturbo più comune tra quelli che riguardano la durata del ciclo mestruale, ed è considerato tale solo quando diventa una prassi, e non in caso di eventi isolati. Quando il ciclo è troppo lungo prima di tutto bisogna accertarsi di non essere in presenza di un inizio di gravidanza, facendo un test.
Per andare in cerca della diagnosi del problema si procede con uno screening ormonale e un'ecografia pelvica, che danno la possibilità ai medici di individuare delle alterazioni nell'attività endocrina o, invece, anatomiche. Come per quanto riguarda il ciclo di durata troppo breve, anche in caso di polimenorrea possono essere coinvolte ghiandole come l'ipofisi, l'ipotalamo o la tiroide. La causa più frequente tuttavia è una produzione eccessiva di estrogeni, dovuta a una circostanza assai comune come l'
ovaio policistico. Quest ultimo è un disturbo che colpisce il 5-10% della popolazione mondiale di donne, ed è perciò il disturbo del ciclo femminile assai più frequente e diffuso. In caso di sindrome dell'ovaio policistico il follicolo non provoca un'ovulazione e rimane nell'ovaia, causando un accumulo di follicoli, che diventano anche molto più grandi della norma. Essi sono facilmente visibili attraverso un esame ecografico come piccole cisti multiple all'interno dell'ovaia. Altri sintomi di ovaio policistico possono essere mestruazioni e periodo pre-mestruale dolorosi, acne, irsutismo, obesità, fino ad arrivare all'infertilità.
Più di rado, l'iperproduzione di estrogeni è dovuta a un problema delle ghiandole surrenali.
Come si cura
In caso di ovaio policistico di norma si interviene con una terapia ormonale, solitamente con la prescrizione di una pillola anticoncezionale. Quest'ultima regolarizza il ciclo e mette “a riposo” le ovaie, evitando che continuino a produrre follicoli. E' inoltre molto utile per dare sollievo all'utero, che a causa della mancanza di progesterone e dell'eccesso di estrogeni viene iperstimolato. In alcuni casi limite si può procedere per via chirurgica.
Anche negli altri casi si procede con una terapia ormonale.